Intorno al 1920 R. Steiner descrisse la “radice di luce” come l’unica pianta sul pianeta avente la capacità di raccogliere e conservare l’ “etere di luce“ nella sua parte sotterranea in quantità così elevata. Secondo la scienza dello spirito, l’assorbimento e la produzione di luce nell’essere umano costituiscono fattori indispensabili al mantenimento di una buona salute animica da cui la stessa salute fisica dipende. R. Steiner spiegò in particolare come l’essere umano risulti, causa le moderne metodiche di coltivazione, sempre meno capace di nutrirsi di quella luce che passa dal vegetale all’essere umano sottoforma di vitalità. Da qui l’auspicio di una sempre maggiore diffusione della “radice di luce” in Europa sino alla sostituzione della patata quale alimento principale.

Il suo nome  botanico è Dioscorea Batadas, pianta rampicante avente la caratteristica di sviluppare radici di forma tuberosa, bianche internamente, fino ad un paio di metri di profondità.

Da millenni è utilizzata nella medicina tradizionale Cinese per le sue molteplici qualità terapeutiche. Essa costituisce un ottimo anti-depressivo. Se assunto regolarmente regola le funzioni digestive. Agisce su reni e milza e ha una funzione tonificante sui polmoni. E’ un potente anti-infiammatorio e un ottimo cicatrizzante. Questi sono solo alcuni esempi delle numerose proprietà di questa radice, il cui aspetto più importante resta però la capacità di conservare l’ “etere di luce” restituendocelo mediante l’assunzione anche in quantità minime.

Negli anni 20 uno stretto collaboratore di R. Steiner ne riportò i primi esemplari dal nord della Cina, qui noti come Shanyao, e subito se ne iniziò la coltivazione. Con l’avvento della seconda guerra mondiale la coltivazione venne interrotta per poi riprendere solo negli anni 80 in Germania grazie al ritrovamento di alcuni esemplari ancora vitali. Dal 1990 lo Shanyao, commercializzato col marchio LitchYam, è disponibile per il mercato tedesco fresca o o essicata e trasformata in polvere.