Marcello Girone Daloli ci ha inviato il consuntivo economico e morale della serata dedicata al progetto Diga-Zimbabwe.
L’incasso netto della serata “Note per lo Zimbabwe” al Giardino delle duchesse:
€. 450 bevande e piadine
€. 511 libri e offerte
€. 147 manufatti delle volontarie di Formignana.
Totale €. 1.108, a cui la SIAE ci chiede di togliere €. 149. Ma non lo farò!
Vi ricordo inoltre che oltre al contributo economico durante la serata sono stato contattato da due infermiere di Modena che vogliono andare a St. Albert e abbiamo conosciuto un importante oculista che già opera in Zimbabwe.
Insomma le “note per lo Zimbabwe” continueranno a suonare. Aiutateci sempre con il passaparola.
Si è conclusa con grande successo di pubblico la serata del 19 settembre grazie ai musicisti che hanno offerto gratuitamente il loro lavoro (come Piadinabus) suonando a sostegno del Progetto Diga – Emergenza Zimbabwe a Ferrara, promossa dal nostro socio e membro del direttivo Marcello Girone Daloli. C’era anche lo Stand dei volontari Piadinabus e due concerti di Isa Dall’Olio & Bluenote Quartet &Banda giovanile città di Budrio. Sono stati presenti anche il gruppo di Formignana e del Knit Cafè di Copparo con le loro splendide lavorazioni a maglia e uncinetto.
Il Progetto diga – Emergenza Zimbabwe nasce nel 2006 da Marcello Girone Daloli che, tornato daun’esperienza presso l’ospedale di St. Albert nel nord dello Zimbabwe, ha deciso di adoperarsi per dare acqua a migliaia di persone. L’ospedale ha un indotto di 119.000 persone che gestisce con 3 medici, 26 infermieri, 140 posti letto ed energia elettrica poche ore la notte. Gli abitanti di St. Albert sono 3.300, tra i quali 1.700 bambini suddivisi in due scuole. In questi anni, grazie a un gruppo di volontari che si adoperano gratuitamente in diverse regioni del nord Italia, si sono raccolti i fondi per terminare una diga, portare un chilometro di tubature fino all’ospedale, montare due impianti di potabilizzazione, che oggi garantiscono acqua potabile ad oltre 10.000 persone, e per irrigare 8 ettari di campi. Spesa complessiva: 187.000 euro – incredibile ma vero! – raccolti grazie a tante piccole iniziative e attraverso il passaparola. Con questi soldi si è solo comprato il materiale. Non sono stati mandati soldi in loco. Sono volontari anche gli ingegneri e i tecnici italiani che si recano sul posto per realizzare i lavori e formare i manutentori locali. Ogni movimento sul conto corrente dedicato al Progetto Diga è reso trasparente. Ora è indispensabile mantenere le infrastrutture realizzate e continuare a portare avanti quello che 8 anni fa sembrava impossibile: dare da bere e da mangiare a chi non ne ha per sopravvivere.Con poco ognuno di noi può contribuire a cambiare la vita di migliaia di persone!